Imparare l’ABC della fotografia con Cerrez
Un’introduzione alla fotografia che ribalta il mito della tecnica, mettendo al centro sguardo, luce e intenzione. Un percorso per imparare a vedere prima di scattare e costruire immagini consapevoli e personali.
Nikita Cerretini
12/25/20254 min read


Prima di parlare di fotocamere, obiettivi e impostazioni, c’è una verità semplice, e spesso scomoda, da accettare:
la fotografia non inizia dalla tecnica.
Inizia dallo sguardo.
Molti fotografi alle prime armi, sono convinti che le loro immagini non funzionino perché manca qualcosa lì fuori: una fotocamera migliore, un obiettivo più luminoso, una conoscenza più profonda dei menu. È una convinzione comprensibile, ma raramente è vera.
La fotografia, prima di tutto, è una forma di attenzione.
È il modo in cui scegli di guardare ció che ti circonda. É la tua unica e personale visione del mondo.
Me lo ha confermato Ines Della Valle, Fotoreporter e foto giornalista con una visione invidiabile.
Questo primo articolo non serve a insegnarti come impostare la tua macchina fotografica. Serve a costruire le fondamenta mentali su cui poggerà tutto il resto. Senza queste fondamenta, anche la tecnica migliore rimane vuota.
Io sono Nikita, fotografo da oltre dieci anni, e questo è l’ABC della fotografia: un percorso pensato per accompagnarti da zero fino a diventare un fotografo capace di leggere una scena, immaginare un’immagine e realizzarla con piena consapevolezza.
Scrivere con la luce
La parola “fotografia” nasce dal greco: phōs, luce, e graphé, scrittura. Fotografare significa letteralmente scrivere con la luce.
Ogni fotografia è il risultato di un dialogo silenzioso tra la luce e il mondo: di come colpisce un soggetto, di come rimbalza nello spazio, di come entra nella fotocamera e viene registrata dal sensore. Non fotografiamo davvero oggetti, persone o paesaggi. Fotografiamo la luce che li rende visibili.
Quando interiorizzi questo concetto, qualcosa cambia. Una scena apparentemente banale, attraversata da una luce interessante, può diventare potente. Al contrario, anche il luogo più spettacolare, se illuminato male, rischia di apparire piatto e privo di vita. Imparare a padroneggiare la luce sarà uno dei pilastri di questo percorso, ma ogni cosa ha il Po suo tempo.
La fotografia è una scelta
La fotocamera è una macchina.
Tu no.
Ogni volta che premi il pulsante di scatto stai compiendo una serie di scelte, anche quando non te ne rendi conto: cosa includere e cosa lasciare fuori, da dove guardare, e quando fermare il tempo. All’inizio, però, queste decisioni vengono delegate all’automatismo.
L’automatico fa il suo lavoro: cerca un’esposizione corretta, media la scena, ed evita errori tecnici. Ma non sa cosa è davvero importante per te. Non conosce la storia che vuoi raccontare, né le emozioni che vuoi trasmettere.
La differenza tra una fotografia qualunque e una fotografia riuscita non è la nitidezza. È l’intenzione. La tecnica serve a sostenere un’idea, non a sostituirla.
Guardare non è vedere
Tutti guardiamo.
Pochi imparano davvero a vedere.
Guardare è un atto passivo in cui gli occhi sono aperti ma la mente é spesso altrove. Vedere, invece, è un atto consapevole. Significa scegliere cosa osservare e perché farlo. Quando inizi a vedere fotograficamente, inizi a notare come la luce scivola su un volto, come le ombre disegnano le forme, come gli elementi di una scena iniziano a dialogare tra di loro.
Un fotografo non va a caccia di soggetti spettacolari, va in cerca di relazioni visive interessanti da raccontare. Questa non è una dote innata riservata a pochi eletti ma un’abilità che si allena, giorno dopo giorno, scatto dopo scatto.
Il fotografo e la macchina hanno ruoli diversi
La fotocamera registra la luce, esegue istruzioni, non comprende il significato di ciò che ha davanti. Il fotografo, invece, interpreta, decide, e racconta.
Pensare che una fotocamera “faccia delle belle foto” è come credere che una penna possa scrivere un romanzo da sola. La qualità di un’immagine dipende molto di più dalle decisioni di chi scatta che dall’attrezzatura utilizzata.
Il filo invisibile delle tue fotografie
A questo punto vale la pena fermarsi un attimo e chiarire una parola che tornerà spesso in questa serie: visione.
Una visione non è uno stile grafico, non è un tipo di soggetto tantomeno è un preset. È il modo consapevole in cui scegli di guardare il mondo, e di conseguenza, il modo in cui decidi di raccontarlo. È ciò che fa sì che due fotografi, davanti alla stessa scena, con la stessa fotocamera in mano, tornino a casa con immagini completamente diverse.
La visione nasce dall’incontro tra ciò che osservi e ciò che sei. Dai tuoi interessi, dalla tua sensibilità, dalle cose che ti colpiscono, e talvolta anche da quelle che ti infastidiscono.
Ogni scelta che fai quando scatti, consapevole o meno, contribuisce a costruirla: dove ti posizioni, cosa lasci fuori dall’inquadratura, quando decidi che è il momento giusto di premere il grilletto.
All’inizio è normale non averla chiara. Anzi, è sano. La visione non si decide a tavolino lanciando dadi, si forma lentamente, attraverso l’attenzione e la pratica. Si costruisce osservando molto, fotografando con intenzione e, soprattutto, facendo domande alle proprie immagini: perché questa foto funziona per me? Cosa stavo cercando davvero?
Non serve cercare l’originalità a tutti i costi. Serve sincerità. Una visione forte non nasce dal voler essere diversi, ma dal permettersi di essere coerenti con ciò che ci muove.
Cosa costruiremo insieme
Nei prossimi articoli entreremo nella tecnica, ma lo faremo partendo sempre da questa mentalità. Imparerai a leggere la luce, a controllare esposizione, la messa a fuoco e imparerai ad usare gli strumenti fotografici per realizzare la tua idea. Costruiremo immagini intenzionali, consapevoli e coerenti.
La tecnica non verrà mai separata dal perché.
Un piccolo esercizio, prima di continuare
Prima di leggere il prossimo articolo, esci di casa senza fotocamera. Osserva la luce intorno a te. Chiediti cosa rende una scena interessante, anche senza poterla fotografare.
Se impari a vedere senza scattare, quando tornerai a farlo le tue fotografie inizieranno davvero a cambiare.
Questo è solo l’inizio del viaggio.
